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Foto di D koi su Unsplash

Autrice: Sara Gremi

La nuova EPBD IV, conosciuta anche come Direttiva Case Green, ottiene il via libera definitivo. A seguito dell’accordo politico provvisorio di revisione tra Parlamento, Commissione e Consiglio UE del 7 dicembre 2023, validato dalla Commissione ITRE (Industria, Ricerca, Telecomunicazioni ed Energia) in data 15 gennaio 2024, l’intesa è stata discussa e approvata durante la sessione plenaria del Parlamento del 12 marzo 2024.

La Direttiva Case Green rappresenta la più recente normativa comunitaria volta a regolare l’efficienza energetica nel settore edilizio dell’UE e a ridurre le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, con l’intento di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 (Scopri di più sui processi di decarbonizzazione)

Nel corso degli anni tale Direttiva ha subito diverse modifiche, rendendo indispensabile una sua revisione di fondo specialmente alla luce degli obiettivi comunitari più recenti, introdotti dal programma “Fit for 55” e dall’iniziativa “Renovation Wave”.

In questo articolo si vogliono riassumere le ultime novità introdotte rispetto al testo approvato dal Parlamento il 14 marzo scorso.

I contenuti della revisione

Rispetto ai termini inizialmente previsti, la riscrittura della Direttiva Case Green sembrerebbe aver raggiunto un compromesso tra le posizioni iniziali di Bruxelles e le istanze provenienti dai Paesi membri più restii ad accettare gli obblighi di riqualificazione energetica proposti. Difatti, pur richiedendo un importante percorso di rinnovamento del parco immobiliare e impiantistico esistente, il nuovo quadro di riferimento presenta scadenze considerate più sostenibili e pragmatiche, aprendosi inoltre ad un contesto di pluralità tecnologica.

In particolare, i principali contenuti della revisione, ora definitivamente approvata, riguardano: l’introduzione di nuovi edifici a emissioni zero a partire dal 2028 per gli edifici pubblici, il miglioramento graduale dell’efficienza energetica degli edifici esistenti con obiettivi intermedi al 2030 ed entro il 2035, l’obbligo di installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici su specifiche categorie di edifici e la progressiva eliminazione delle caldaie a gas, con l’obiettivo di rendere il settore edilizio climaticamente neutro entro il 2050.

Inoltre, uno degli aspetti più rilevanti dell’EPBD IV riguarda l’attribuzione di un obiettivo nazionale cumulativo e non vincolante per singolo edificio, che consenta a ciascuno stato membro di implementare piani di rinnovamento più flessibili e di focalizzare gli sforzi sugli edifici e sui distretti più facilmente ammodernabili.

Nuovi edifici a emissioni zero (ZEB)

Gli edifici pubblici di nuova costruzione dovranno essere ad emissioni zero a partire dal 2028, mentre per i nuovi immobili di edilizia privata tale decorrenza slitta al 2030. Rispetto alla proposta contenuta nel testo iniziale, tali termini sono stati prorogati di due anni. Dall’altra parte, per quanto riguarda gli edifici esistenti, il raggiungimento degli standard di efficienza ZEB è posticipato al 2050, con obiettivi di prestazioni intermedi.

Ristrutturazione per gli edifici esistenti

Per quanto riguarda gli edifici residenziali, gli Stati membri sono chiamati a ristrutturare almeno il 16% degli immobili caratterizzati dalle peggiori prestazioni energetiche (individuate sulla base di una strategia nazionale) entro il 2030 e almeno il 20-22% entro il 2035. Gli edifici non residenziali caratterizzati da scarse prestazioni energetiche dovranno, invece, essere ristrutturati per almeno il 16% entro il 2030 e per almeno il 26% entro il 2033.

Obbligo di installazione di impianti solari

Riguardo all’installazione di impianti solari, è stato raggiunto un accordo sull’obbligatorietà di tali sistemi secondo la seguente tabella di marcia:

  • entro il 2026, su tutti gli edifici di nuova costruzione pubblici e non residenziali con una superficie utile superiore a 250 mq;
  • entro il 2027, su tutti gli edifici pubblici esistenti con una superficie utile superiore a 2.000 mq;
  • entro il 2028, su tutti gli edifici pubblici esistenti con una superficie utile superiore a 750 mq;
  • entro il 2030, su tutti gli edifici pubblici esistenti con una superficie utile superiore a 250 mq;
  • entro il 2027, su tutti gli edifici non residenziali esistenti con una superficie utile superiore a 500 mq in cui l’edificio subisce un intervento che richiede un permesso amministrativo rilevante;
  • entro il 2029, su tutti gli edifici di nuova costruzione residenziali e su tutti i nuovi parcheggi coperti adiacenti fisicamente agli edifici.

L’installazione di tali impianti dovrà avvenire gradualmente e dovrà essere comprovata l’effettiva fattibilità tecnica dell’intervento ed il beneficio economico che ne consegue.

Eliminazione delle caldaie a gas

La Direttiva Case Green impone agli Stati membri di adottare misure per la decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento, promuovendo il graduale phase-out dei combustibili fossili entro il 2040 (nella precedente versione il termine era fissato al 2035), anno in cui presumibilmente vettori rinnovabili quali il biometano o l’idrogeno verde potranno essere disponibili su scala più ampia, all’interno delle reti di distribuzione.

Inoltre, a partire dal 2025, gli Stati membri non potranno più concedere incentivi per l’installazione di nuove caldaie alimentate a combustibili fossili; saranno tuttavia favoriti i sistemi di riscaldamento ibridi che combinano l’utilizzo di tecnologie innovative e all’avanguardia.

È importante sottolineare, infine, che tali disposizioni non riguarderanno coloro che già dispongono di una caldaia a gas in casa, ma si applicheranno esclusivamente alle nuove installazioni.